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4 Dicembre 2022 - 23:55

Caso Silvia Cipriani, trovato anche il cranio. Le incongruenze dei fatti

RIETI – C’è ancora pochissima luce sul caso Silvia Cipriani, la 77enne di Cerchiara scomparsa il 21 luglio 2022.

A Montenero Sabino, in località Scrocca, un cercatore di funghi, Bruno Cingolani, ha un problema con l’auto. Chiama il meccanico che da Osteria Nuova lo raggiunge per spostare l’auto finita in un pantano. In quell’occasione, Cingolani si accorge di una Fiat Palio, a primo acchito abbandonata in un’area non facilmente raggiungibile. Il soccorritore, avendo letto articoli della stampa locale, ha riconosciuto il veicolo e avvisato i Carabinieri (qui il servizio di Ore14).

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Poco dopo, la conferma: l’auto appartiene all’ex postina reatina, la signora Cipriani. Il pomeriggio stesso dalla Prefettura arriva una nota stampa: ripartono le ricerche.

Ed ecco che mercoledì 28 settembre, intorno alle 16,30, gli inquirenti recuperano resti ossei e abiti, riferibili all’ex postina. La Procura, infatti, afferma che «La riferibilità dei resti di Silvia Cipriani può essere considerata altamente verosimile in ragione del reperimento, nelle prossimità, anche di taluni pezzi di stoffa apparentemente coincidenti con gli abiti indossati dalla donna al momento della scomparsa.»

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Con l’esattezza non sappiamo quanto distanti siano stati ritrovati questi elementi. Ma ciò poco importa. Saranno le analisi del DNA a confermare l’appartenenza dei resti ossei a Silvia Cipriani.

Per fugare ogni dubbio sulle cause della morte della settantasettenne reatina è l’analisi del cranio, che sarà eseguita dagli investigatori della Polizia Scientifica di Roma. A breve, si presume, si avrà la certezza se la donna è deceduta per cause naturali, come alcuni pensano, oppure se è stata uccisa. La Procura, intanto, indaga per omicidio e occultamento di cadavere.

silvia cipriani

Incongruenze sui fatti

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Un elemento fondamentale è l’automobile, la Fiat Palio della donna. Stando a quanto dichiarato da Cingolani, l’auto era in buone condizioni, o al massimo con qualche ammaccatura. Una volta estratta dagli operatori, al contrario, il veicolo riportava importanti danneggiamenti alla carrozzeria. Con molta probabilità, sono state proprio le operazioni di recupero del mezzo a causare simili danni.

L’accusa di omicidio e occultamento di cadavere ha radici ben fondate, rispetto ai primi giorni di settembre. È proprio l’impervia zona in cui sono emersi i resti della donna che fanno aumentare i sospetti di un omicidio e un eventuale occultamento. Raggiungere la zona boschiva in cui sono stati ritrovati gli elementi è un’impresa rischiosa e difficilmente fattibile in termini pratici per gli inquirenti; è grazie ai droni che le forze messe in campo hanno consentito di ritrovare il cranio della Cipriani.

Qual è il movente? Denaro? Potrebbe essere. Nel servizio di ieri pomeriggio de La vita in diretta (guarda qui la puntata), il cugino Francesco è sicuro che «Silvia è stata uccisa.» Conferma che la donna aveva molti soldi da parte e sicuramente non li custodiva in un conto corrente.

Al contrario, sempre nelle interviste della nota trasmissione Rai, la moglie dell’unico nipote, Valerio, pensa che la donna abbia avuto un malore e che sia morta per cause naturali.

Il giallo comincia ad infittirsi sempre più, conducendo gli inquirenti verso un senso unico. La vera domanda è: chi ha ucciso Silvia Cipriani?

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