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2 Dicembre 2022 - 6:51

Spacciano eroina in bicicletta: l’operazione antidroga di Carabinieri e Polizia

Si comunica, al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti degli indagati (che, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza) che, nei giorni scorsi, personale della Polizia di Stato e militari dell’Arma dei Carabinieri, nel corso di una operazione congiunta, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rieti, nei confronti di due cittadini nigeriani, indagati per il reato di spaccio continuato di sostanze stupefacenti.

Le indagini, coordinate da questa Procura della Repubblica, avevano preso avvio nello scorso mese di luglio, quando un poliziotto, transitando libero dal servizio per le vie del centro storico cittadino, dopo essersi qualificato, fermava per controllo due giovani tossicodipendenti reatini, poiché li aveva visti scambiarsi qualcosa – che egli presumeva fosse stupefacente-con un ragazzo di colore il quale, nel contempo, si era allontana con una bicicletta. Effettivamente, al controllo in Questura, uno dei due giovani veniva trovato in possesso di un involucro nero contenente una dose di eroina.

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Partendo da questo episodio di spaccio, attraverso un’attività investigativa condotta con metodi tradizionali, gli investigatori della Polizia di Stato riuscivano a identificare il ragazzo di
colore allontanatosi in bicicletta come un giovane di nazionalità nigeriana; l’approfondimento delle indagini faceva poi emergere anche altro soggetto, sempre nigeriano, già arrestato alcuni mesi prima dalla Polizia di Stato. Tale giovane, in quella, circostanza, si alternava nella consegna delI’eroina con il suo connazionale, dando appuntamento e raggiungendo gli acquirenti a piedi o in bicicletta, prevalentemente nelle vie del centro storico, dove era più facile sottrarsi ai controlli delle Forze deIl’Ordine.

Le indagini successive consentivano, quindi, di ricostruire numerosi episodi di illecita cessione (centinaia di dosi nell’arco di pochi mesi), avvenuti con identiche modalità operative, tra cui l’occultamento della droga nel cavo orale per sfuggire agli eventuali
controlli delle Forze deII’Ordine, episodi per i quali venivano indagati i due soggetti nigeriani.

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Ulteriori elementi venivano poi acquisiti, nello scorso mese di agosto, a seguito dell’intervento effettuato da una Volante per prestare soccorso ad un giovane colto da malore a seguito di
assunzione di oppiacei: in tale occasione gli agenti della Squadra Mobile reatina avevano raccolto elementi che consentivano di indagare i due arrestati come autori della cessione di eroina che
aveva causato il malore.

Analogamente accadeva, a distanza di un mese, il 16 settembre, quando i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Rieti intervenivano a seguito di
segnalazione di un giovane diciannovenne colto da malore nella propria abitazione a seguito dell’assunzione di stupefacenti. Nell’immediatezza dei fatti, i Carabinieri raccoglievano
dichiarazioni testimoniali che, supportate da ulteriori importanti attività di indagine, consentivano ai militari di individuare, ancora una volta, uno dei due nigeriani come il soggetto cui riferire la cessione dell’eroina che aveva causato l’overdose al giovane.

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Anche in questa circostanza, il pusher aveva utilizzato le stesse modalità di spaccio, con la dose estratta dalla bocca e consegnata all’acquirente e ad altri clienti, accettando come corrispettivo della “vendita“ anche oggetti usati ed in questo caso, in particolare, il cellulare del giovane cliente.

Per gli evidenti collegamenti investigativi, gli esiti delle due attività di indagine, condotte distintamente daIl’Arma dei Carabinieri e dalla Polizia di Stato, sono confluiti in un unico procedimento penale e hanno consentito alla Procura della Repubblica di avanzare richiesta di emissione di una misura coercitiva della libertà personale nei confronti dei due nigeriani.

La richiesta veniva accolta dal G.I.P. del Tribunale di Rieti, che emetteva la relativa ordinanza di custodia cautelare per i due stranieri, i quali sono stati arrestati e condotti presso la locale
Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, per l’interrogatorio di garanzia in relazione alla ipotizzata attività di plurime cessioni illecite di sostanze stupefacenti attuate in questo capoluogo.

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