FLT: Omobitransfobia, silenzio dell’Amministrazione. Cuneo: «Non ritengo che ci sia una porta chiusa da parte nostra»

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FARA SABINA – Quella di Fara Libera Tutti è un’iniziativa che comincia a dicembre 2020, quando l’Arcigay di Rieti ha espressamente richiesto al Comune di Fara in Sabina di poter installare una panchina arcobaleno sul territorio.

A gennaio, Fara Libera Tutti contatta tramite mail la Sindaca, gli Assessori e i gruppi di minoranza per esprimere la volontà non soltanto di posizionare la panchina arcobaleno, ma anche di avviare una campagna di sensibilizzazione per contrastare l’omobitransfobia. Quello che si apprende è che «Anche a noi è toccata la stessa sorte: il silenzio. Nel frattempo i gruppi di minoranza avevano tutti dato il loro appoggio. A febbraio durante una diretta streaming di SabiniaTv abbiamo domandato alla Sindaca, che era ospite in quell’occasione, se avesse avuto modo di leggere la nostra mail», conferma la portavoce Veronica Fabriani.

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«Ha risposto di non aver avuto tempo e che ci avrebbe fatto sapere affinché si arrivasse a una soluzione il più possibile “condivisa e condivisibile”, pur esprimendo il suo scetticismo in merito al simbolo. Dopo un altro mese di calma piatta, abbiamo di nuovo sollecitato l’Amministrazione chiedendo almeno un riscontro, fosse questo positivo o negativo. Inutile dire che anche in questa circostanza non c’è stata risposta. Giunti ad aprile una cittadina ha dichiarato di voler mettere a disposizione il suo spazio privato dove poter installare la panchina arcobaleno che finalmente è stata inaugurata a maggio. All’inaugurazione erano presenti il Presidente del Consiglio comunale Pinzari e gli assessori Bertini e Corradini, che durante il suo breve discorso ha dichiarato che la panchina era il punto d’inizio di un percorso da iniziare. Un percorso che dopo quasi sette mesi, a giudicare dalle parole della Sindaca durante l’ultimo Consiglio comunale, non sembra essere stato ancora tracciato né immaginato.»

La Sindaca risponde affermando che «avevo immaginato di fare qualcosa di diverso, ma non avevo dato la mia totale contrarietà ad organizzare qualcosa che fosse proteso verso questo genere di bullismo o violenza. Abbiamo anche ipotizzato», prosegue la Prima Cittadina, «di rendere disponibile uno sportello al cittadino, al fine che possa essere di supporto non soltanto alle persone interessate ma anche ai familiari, perché spesso il problema c’è anche all’interno delle famiglie.»

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«Avevo chiesto di poter attendere per costruire un percorso diverso. Non ritengo che ci sia una porta chiusa da parte dell’Amministrazione», conclude Roberta Cuneo.

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